I percorsi brevi aiutano a far crescere lo show della Powerboat P1
Wednesday 13 August 2008

The #22 Big Sergio rounds the start/finish buoy in Tunisia
Il direttore sportivo Andy Hindley ha proposto quest'anno percorsi più brevi e impegnativi, ammettendo che i layout dei campi di gara devono essere visti come una "scommessa" per aiutare i team a migliorare la loro affidabilità, in particolare nella classe Evolution.
Il passaggio a percorsi più brevi e difficili è stato uno degli elementi introdotti quest'anno, ed è stato concepito per aumentare lo spettacolo per il pubblico. Questo processo ha incluso l'avvicinamento dei percorsi alle coste, in modo da agevolare la visione dello spettacolo da sicure postazioni a terra. Nonostante queste modifiche sono risultate complessivamente positive, meritano comunque alcune considerazioni.
"I percorsi più brevi sono meglio per lo show, ma sono anche più duri per chi guida", spiega Hindley. "E' facile andare dritti nei rettilinei -chiunque è in grado di farlo-: solo poche persone hanno problemi nei rettilinei e con mare piatto. La difficoltà aumenta nelle curve, sia per la ricerca della massima velocità, da soli, sia per mantenere una buona andatura anche con due o tre barche ravvicinate".
"Bisogna anche considerare gli effetti del layout del percorso sull'affidabilità. E' in funzione delle continue accelerazioni e decelerazioni che si susseguono nella gara, o è un fatto legato a quando si spinge il motore al limite nei rettilinei? Stiamo cercando un equilibrio fra la necessità di avere una ragionevole lunghezza nei rettilinei, ma anche garantire uno show adeguato grazie alle boe".